a
Merano
Quattro passi nella città di Merano
Merano - 24 - 09 - 2000
Era quello un settembre
piovoso, pioveva giorno e notte e io prendendo il treno a
Milano, quello delle 19,10 in centrale, arrivavo su che era
sempre nuvoloso e non si aveva quasi mai voglia di andarcene
in giro, noi che no stavamo neanche un ora in casa. L'Adige
era in piena e rischiava di esondare e tanta gente se ne
stava di guardia pronti ad intervenire. A fare che mi dicevo
io, guardando fuori dal finestrino, poi mi hanno detto che
c'è una galleria che collegando il fiume al lago di Garda ne
riducono enormemente la portata. Quella domenica finalmente
uscì il sole e tu con la tua Opel Corsa mi hai portato a
visitare Merano. Per due motivi, poi capii, ne valse la pena.
Il primo perchè mi resi subito conto della bellezza di una
città che posta in una conca tra la val Venosta e la val
Passiria, è un vero e proprio paradiso naturale, che mi
avrebbe offerto spunti per una vacanza
 |
all'insegna del relax totale. E' un rinomato
centro turistico ed è meta da cui progettare
escursioni e passeggiate se si ha voglia di
camminare e di ammirare il panorama
circostante. Il centro, poi, ricco di storia
e tradizione, è circondato da una natura
spettacolare, che rende indimenticabile ogni
soggiorno. La città è protetta da un
ventaglio di alte montagne ed benedetta per
il suo clima mite e tipicamente mediterraneo.
Divenne, a partire dall'Ottocento, meta
dell'aristocrazia asburgica, prussiana,
inglese, francese e russa. Alberghi lussuosi
e residenze principesche, costruite per
ospitare una clientela così raffinata e
d'elite, si ergono ancora oggi, rendendo
intatto il fascino dei tempi passati. Il
secondo motivo e che la popolazione è un pò
scostante nei confronti di noi italiani e si
tricerano dietro al fatto che loro parlano
solo tedesco o al massimo ti rispondono con
qualche parola in inglese.
|
|
Comunque la visita a
Merano è d'obbligo se si è da queste parti e la sua bellezza
fa mandare giù anche questi piccoli bocconi amari. Il centro
è dominato dal Duomo col suo alto campanile e se ci si
addentra nel dedalo delle sue vie e portici si rischia di
perdere l'orientamento. La città è anche custode di
preziosi tesori, fra cui il "Teatro Puccini" e il "Kurhaus",
meraviglioso edificio in stile Liberty. Una tappa obbligata
è di certo "Il Castello Principesco", o "Landesfürstliche
Burg", residenza signorile del 1300, poi ricostruito
nel 1480. Se la città merita una visita approfondita per le
numerose occasioni di svago (per tutto l'anno si inseguono
manifestazioni e feste tradizionali) e per la magica
atmosfera che qui si respira, anche i dintorni rappresentano
un luogo ideale per qualsiasi vacanza o week-end. Donatella
il pomeriggio mi ha portato alle corse, per me un'autentica
novità, a vedere e scommettere sui cavalli. Naturalmente non
abbiamo vinto niente ma tutto è servito a farmi fare anche
quella esperienza. Poi siamo andati a Marlengo, cittadina
che sovrasta Merano dove si rifugiano gli escursionisti (da
qui partono moltissime passeggiate che raggiungono le cime),
mentre gli appassionati della montagna trovano in Avelengo e
Verano (posta a 1200 metri) il rifugio ideale per godere del
silenzio e della pace delle alte vette. Quì abbiamo mangiato
i loro tradizionali piatti( Canederli, CrautiCarrè di maiale
e se avete dei denti buoni si può accompagnare il tutto con
il loro pane durissimo e croccante ). Altra tappa obbligata
nei dintorni di Merano sono i "Giardini di Sissi di
Castel Trauttmansdorff", giardino botanico con piante
provenienti da tutto il mondo. Questi giardini, purtroppo,
siamo tornati a visitarli dopo quattro anni nell'agosto del
2006!
|
 |
|